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Bansko al buio: 8 persone, una destinazione segreta e un weekend che ha fatto gruppo

Bansko al buio: 8 persone, una destinazione segreta e un weekend che ha fatto gruppo

C’è gente che organizza viaggi con Excel, scalette e ansia. Noi no: abbiamo fatto un viaggio “al buio” con 8 partecipanti, senza dire la meta fino all’ultimo, poco prima dell’imbarco in aeroporto.

Risultato? Sorpresa vera, zero drammi, e un weekend a Bansko (Bulgaria) che ha lasciato addosso quella sensazione rara di: “ok, questa cosa l’abbiamo fatta sul serio”.

La partenza: presentazioni, briefing e una meta svelata troppo tardi per scappare

Ci siamo beccati tutti in aeroporto, presentazioni al volo, briefing e via. Volo tranquillo: nessuna turbolenza, nessuna nausea, nessuna tragedia da raccontare per fare scena.

Atterrati a Sofia, l’autista era già lì ad aspettarci: pullman da 15 posti e trasferimento diretto verso Bansko in due ore circa.

L’arrivo: vin brulé, skipass pronti e prima sera in centro

A Bansko ci ha accolti Irena, con vin brulé e snack di benvenuto (la civiltà, ogni tanto). Check-in, briefing e skipass consegnati. Divise le stanze, siamo usciti a esplorare il centro.

Cena in un ristorante “già testato” due anni fa e chiusura in bellezza con la rakia “flambée”. Alcool puro!!

Poi tappa all’Amigo Pub: musica live, cantante in modalità “whisky infinito”, e noi a cantare qualche pezzo tra una fiammata e l’altra. Appartamento a 15 minuti a piedi dal centro: comodità vera.

Rientrati, ma prima di andare a dormire, momento EtnaSnow: magliette personalizzate consegnate ai partecipanti ed estrazione a sorpresa:

  • prima estrazione: maschera vinta da Giuseppe

Primo giorno in pista: logistica reale, meno code e prime piste

Sveglia alle 07:00, colazione varia e abbondante alle 07:30. Alle 08:30 c’era il bus per la funivia, ma la realtà era la solita: confusione e fila infinita.

Soluzione pratica? Contrattazione con i taxi locali in inglese/bulgaro/siciliano e con 8€ a testa tutti su, alle quote più alte evitando almeno un’ora di coda. Questo è il genere di scelta che salva la giornata in vacanza.

In pista: meteo bello ma vento in quota, quindi siamo rimasti sulle piste più basse. Presa confidenza con l’attrezzatura noleggiata, sistemati un paio di dettagli, poi divisione sensata:

  • più esperti su rosse e nere

  • meno esperti su blu

Abbiamo seguito i meno esperti anche grazie all’aiuto di Tony, che guidava i più veterani della neve.

Nel primo pomeriggio, con alcuni del gruppo, siamo passati al più famoso apre ski di Bansko, il “180”: due cantanti e un sassofonista, live vero, atmosfera giusta.

Cena in chalet: borsch dell’est Europa e premi EtnaSnow

Rientro e cena in chalet: borsch (zuppa ucraina) e varie cose dell’est europeo. Buona, abbondante, e soprattutto: tutti contenti di provare qualcosa di diverso dal solito piatto “da vacanza standard”.

Poi momento EtnaSnow:

  • seconda estrazione (dopo cena): maschera vinta da Giancarlo

E dopo? Area comune, gioco di società Mister White tra spie, civili ed impostori: tutti insieme, risate, prese in giro (Tony incluso, con regolare liberatoria morale firmata dal gruppo), scambio foto e video della giornata.

A letto: stanchi, pieni, soddisfatti.

Secondo giorno: zero vento, piste alte e neve come si deve

Stessa routine: sveglia, colazione, e questa volta organizzazione migliore con Irena (che tra l’altro va anche in snowboard). Taxi direttamente su, giornata molto più pulita: quasi niente vento.

Quindi si è saliti e si è rimasti sulle piste alte, tra azzurre e rosse, con neve ottima.

La cosa più importante non è “quante piste abbiamo fatto”: è che abbiamo girato davvero come gruppo. Nonostante la stanchezza del giorno prima, la presenza di tanti sciatori e tavolari in pista, il casino tipico del week end, ci siamo aspettati agli incroci, controllato che non mancasse nessuno, e nel gruppo WhatsApp ci si coordinava senza stress.

Chi voleva farsi un giro per conto suo lo faceva, ma il senso di appartenenza restava sempre lì, presente.

Birra, Tasty 75 e lo “scherzo” della terza estrazione

Piccolo break prima delle ultime discese: birra tutti insieme con Irena al 180, chiacchiere su come abbiamo organizzato il viaggio “a sorpresa”. Lei è rimasta sinceramente colpita dal fatto che i posti si siano riempiti subito e dall’idea della destinazione segreta.

Tempo di tornare seguendo la pista di rientro, lunga circa 10 km: quest’anno era in condizioni decisamente migliori rispetto a due anni fa. Rientro senza rogne e… km km sulle gambe.

Poi merenda-pranzo da Tasty 75, gestito in maniera perfetta da marito e moglie che si ricordavano di noi due anni fa: qualcuno ha preso la zuppa caldamente consigliata per la sua semplicità e bontà.

Tutti hanno confermato la stessa cosa: economico e di qualità, cioè il tipo di posto che ti salva quando non vuoi farti spennare.

Rientro in chalet, e qui il colpo di genio: Sata e Big hanno simulato una terza estrazione. Nessun premio. Nella busta: un dito medio. Risate generali, perché a volte la semplicità batte qualsiasi animazione turistica.

Serata di nuovo con giochi fino a mezzanotte inoltrata.

Rientro: puntualità, complimenti e quell’abbraccio che dice tutto

Ultima mattina: colazione, e qui una cosa che sembra piccola ma non lo è: avevamo detto bus alle 08:30, Irena alle 09:00. Risultato: noi pronti prima, cosa che lei ha apprezzato parecchio.

Nessun problema, nessun eccesso, gruppo tranquillo. Sata ha ritirato tutti gli skipass e li ha consegnati a Irena, confermando ancora una volta l’organizzazione perfetta.

Foto finali con Irena, contatti scambiati, due parole sulla Sicilia, sull’Etna, e sulle solite grandi verità universali.

Bus verso Sofia tranquillo: qualcuno dorme, qualcuno scherza, Tony viene preso in giro con affetto (e lui incassa, perché è fatto così). Volo ok, saluti e abbracci in aeroporto, e la promessa classica che questa volta suona vera: “ci vediamo sull’Etna”.

Cosa ci portiamo a casa

Questo weekend ha fatto tre cose, in modo molto concreto:

  1. ha creato gruppo in pochi giorni

  2. ha alzato il livello dei principianti (in pista e nella gestione)

  3. ha dato a tutti un’esperienza diversa dal solito, con una meta “esotica” ma centrata, gradita da tutti

EtnaSnow nasce sull’Etna, ma quando la community funziona, funziona ovunque.

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