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Chasta Days 2010

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ETNA Chastadays 2010 un evento ideato e realizzato da Stefano Gigli e Luca Garofalo in collaborazione e a sostegno della Fondazione Angelo D’Arrigo. Mungibeddu, il dio Vulcano o semplicemente 'a Muntagna (in siciliano)

*Tutto questo lo devo al mio amico Luca se nonchè compagno di avventure, al beddazzu che mi ha fatto innamorare di Catania e che spesso mi ha saputo ascoltare durante lunghe notti insonni…a presto

Photo Courtesy – Pascal Boulgakov e Roberto Foresti

Prefazione di Laura Mancuso (moglie di Angelo D'Arrigo)

Quando mi hanno parlato di Chastadays, all’inizio, mi hanno raccontato con parole e immagini le edizioni precedenti.

Non era solo uno show. Una manifestazione di snowkite. Non solo evoluzioni acrobatiche e scenari mozzafiato, c’era anche tanto amore per lo sport, per la natura. C’era la passione, il legame con il territorio, c’era lo spirito di Angelo e della Fondazione. Ho capito che questo evento andava vissuto.

Dei tanti eventi organizzati dalla Fondazione, per la Fondazione, ci sono quelli che mi coinvolgono maggiormente, che sento più miei. E questo è uno di quelli.

Per me è anche l’occasione di raggiungere la cima dell’Etna. La montagna da contemplare a ogni risveglio mattutino. Da controllare vigilando sulle sue eruzioni. Da ammirare estasiata ogni sua trasformazione. Perché lui è un vulcano, è energia allo stato puro: lui vive e si trasforma. Ora di ghiaccio, ora di fuoco. E’ bianco, nero, rosso! Ma anche azzurro e rosa al tramonto… guardarlo da lontano è bello ma non basta. E’ conoscerlo, esplorarlo, che fa la differenza.

Camminare sulla neve fresca mentre la fatica vuole sfidarti ed è sublime trasformarla in piacere. Esplorare. Ad ogni passo cercare di ritrovare il tuo equilibrio. Non la stabilità, ma l’equilibrio dei pensieri, quello interiore che, solo, ti da la forza di raggiungere la meta.

E’ qui, dove intorno non c'è nessuna costruzione, nessuna auto, niente che ricordi l’intervento umano che si aprono le vele. I kite contro il vento sono in continuo movimento, anche loro in cerca di un equilibrio, in perenne metamorfosi.

Planano leggeri, nel riverbero della neve, la sfiorano e si risollevano. Le vele colorano il paesaggio. Il cielo è come un’esplosione di arcobaleni e di energia e di gioia. La si legge negli sguardi, nei sorrisi, nella concentrazione dei piloti: è aria di libertà.

A volte cerchiamo rifugio in case di cemento e mattoni che non riescono a ospitare quello che abbiamo dentro. Ce ne accorgiamo in occasioni come queste, esperienze che eleggono e avvicinano agli elementi della natura.

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L’emozione

Gli Arabi chiamavano questa montagna Jabal al-burkān o Jabal Aṭma Ṣiqilliyya ("vulcano" o "montagna somma della Sicilia"); questo nome fu più tardi mutato in Mons Gibel cioè: la montagna due volte (dal latino mons "monte" e dall'arabo Jebel "monte") proprio per indicarne la sua maestosità. E il termine Mongibello rimase di uso comune paticamente fin quasi i nostri giorni (ancora oggi qualche anziano chiama l'Etna in questa maniera). Secondo un'altra teoria il nome Mongibello deriva da Mulciber (qui ignem mulcet), uno degli epiteti con cui veniva chiamato, dai latini, il dio Vulcano, che serviva a placare la forza distruttiva dell'Etna. Nel gergo delle popolazioni etnee usano chiamare l'Etna semplicemente 'a muntagna.

Oggi il nome Mongibello indica la parte sommitale dell'Etna; l'area dei due crateri centrali, nonché i crateri sud-est e nord-est.

Etna 3342 mt, dio del Mediterraneo, vedetta dei 2 mari Tirreno e Ionio, Gigante di Fuoco, Sinuoso cono dalle pendici colorate per noi è la montagna regina per la pratica dello snowkite. In pochi ad essere saliti fino alla sommità del cratere centrale con la sola trazione dell’aquilone riescono a capire perché questo vulcano è il posto più affascinante delle Montagne Europee.. semplice catalizzatore di energie!

Come scrive Sebastiano Raciti nel suo meraviglioso libro “Tra i silenzi del Gigante di Fuoco” non si può inalzare un innno al grande vulcano, alle sue “Bellezze” ai suoi misteri, alle sue realtà, senza considerare l’orrida e al tempo stesso affascinante spettacolarità della valle del bove. Come spingersi verso la cima della “Montagna”, salendo dall’azzurro mare, tralasciando di osservare da vicino quei singolari paesaggi che resistono ancora a testimonianza di antiche formazioni e di un primordiale “ vivace” centro eruttivo?

Lui è li, ti permette di accarezzarlo dolcemente, fuma incessantemente, e ti osserva vestito completamente di bianco..La neve lo copre inesorabilmente dal mese di Novembre a Maggio Inoltrato, ma con il suo sguardo espresso inesorabilmente dal pennacchio di fumo ti conferisce in ogni istante la sua dominanza. Lo senti vivo, acceso, pieno, energico, insaziabile ma soprattutto lo ascolti nel silenzio del dio Eolo

Legenda e storia

Eolo, il re dei venti, si diceva che avesse imprigionato i venti sotto le caverne dell'Etna. Secondo il poeta Eschilo, il gigante Tifone fu confinato nell'Etna e fu motivo di eruzioni. Un altro gigante, Encelado, si ribellò contro gli dei, venne ucciso e fu bruciato nell'Etna. Su Efesto o Vulcano, dio del fuoco e della metallurgia e fabbro degli dei, venne detto di aver avuto la sua fucina sotto l'Etna e di aver domato il demone del fuoco Adranos e di averlo guidato fuori dalla montagna, mentre i Ciclopi vi tenevano un'officina di forgiatura nella quale producevano le saette usate come armi da Zeus. Si supponeva che il "mondo dei morti" greco, il Tartaro, fosse situato sotto l'Etna.

Tutti questi e tanti altri sono i motivi per cui continuo e continuerò nella mia vita a promuovere questo vulcano nel mezzo del mediterraneo, posto unico al mondo.

Questo posto nel mondo è simbolo di storia, cultura, trazione e arte di una terra calda come la Sicilia. Si la Sicilia, Le Arance, i Mandorli in Fiore e i Pistacchi di Bronte, Catania, il Mare blu e profondo, il sole ed il Vento..Una terra di emozioni da condividere con delle persone uniche nel loro genere, i Siciliani.

 

15 Gennaio 2010, il viaggio

La stagione invernale non è delle migliori in centro-sud Italia, abbiamo aspettato la neve fino all’ultimo in previsione degli eventi Chastadays sull’Etna e ad Ovindoli

Ogni giorno sembra essere interminabile, le carte meteo continuano a non essere favorevoli per le nevicate abbondanti, venti freddi e perturbazioni nevose vengono seguite da correnti di aria calda e umida proveniente dall’atlantico permettendo solo ed esclusivamente lo sciogliemento della poca neve caduta.

Il mese di Gennaio è stato difficile per l’organizzazione della prima tappa del Chastaday sull’Etna, ma a partire dal 10 le condizioni hanno iniziato a girare. Finalmente si è innescata una corrente di aria fredda proveniente dalla Russia e…in cima al vulcano la neve ha iniziato a cadere.

In Pochi giorni decido di partire e Venerdì 15 Gennaio 2010 mi imbarco sulla Nave che collega Civitavecchia a Catania in sole 22 ore. Fantastico! Il viaggio proprio come lo scorso anno inizia attraverso il mare, solcando le onde sotto ad un cielo colorato dal sole e dalle nuvole bianche, fredde e piene di neve.

A poche miglia dalla costa eccolo..enorme, bianco..impressionante vederlo erigersi così elegantemente.

Arrivo a Catania con un leggero ritardo sotto una pioggia battente, lo scrupolo di chiamare il Rifugio Sapienza mi permette di capire che in montagna nevica  che bello!!!! L’unico problema è che non posso salire in quanto la strada è chiusa. Dopo un rapido giro di telefonate, i ragazzi della Fondazione Angelo D’Arrigo, partner dell’evento mi ospitano e da veri Siciliani mi fanno sentire come se fossi a casa mia.

La Domenica mattina il tempo è bellissimo e alle 8:00 sono già alla partenza degli impianti di Etna Sud a Nicolosi. Mi attrezzo con un paio di Kite, sci e pelli di foca per fare il mio primo giro di ispezione sul vulcano.

Salendo con la funivia, mi rendo conto che in quota la neve scarseggia in quanto il vento battente l’ha portata tutta a valle. Inizio a camminare, cammino, cammino e cammino intorno al vulcano per più di 3 ore. Sono arrivato fin sotto al cratere di SE a quota 2900mt. La situazione è veramente triste, poca neve e tutta ventata. Il mio primo pensiero è quello di annullare il tutto, di arrendermi e di passare direttamente alla tappa di Ovindoli. Qualche minuto per rilassarmi un po’ sulla cresta del cratere, osservare il paesaggio e proiettare la mia mente in una vorticosa sensazione di piacevole appartenenza a questa montagna. Incredibile il suo magnetismo, la sua forza e la sua energia, gli elementi naturali si miscelano in colori che solo là su in cima al vulcano puoi osservare.

Il Lunedì prendo tempo e decido di andare a Etna Nord insieme a Luca di Etnasnow, Antonio della Fondazione Angelo D’Arrigo e Kari la nostra atleta Norvegese. Il paesaggio è completamente differente, oltre un metro di neve candida ricopre Piano Provenzana. Fantastico, The show Must go on  Anche sapendo che trasferirsi tutti i giorni sul versante Nord è un impegno non indifferente, 1 ora di curve e traffico, dobbiamo fare il chastadays anche quest’anno e quindi decido di andare avanti.

L’Evento si fa e si farà differente da prima, Nothing Will Be As Before

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Chastadays, 1 anno dopo

Chasta, Pascal e Kari sono già pronti per la prima session, mentre io e Giovanni Cannistraro di Redbull siamo operativi con tutto il team per l’allestimento del Rifugio sapienza. Redbull oltre ad essere lo sponsor di Chasta è un nostro grande Partner, ci segue sempre e ci permette di realizzare eventi al top. Provate ad immaginare di entrare nella vostra camera e trovare un frigo Redbull pieno di lattine, un libro di Angelo D’Arrigo, il programma dell’evento e un caloroso benvenuto  a dimenticavo, nel corridoio del primo piano, divani gonfiabili, TV e Internet station. Come entrare in un nuovo mondo.

Il Bar del rifugio è stato completamente trasformato in una Lounge dove tutti gli ospiti possono bere un drink, rilassarsi e magari farsi una partita alla Playstation..

1° Giorno Torre del Filosofo

Camminare ragazzi, dobbiamo solo camminare stando attenti a non farci del male fra le guglie di lava affioranti dalla neve. Alla ricerca della neve e del vento alla ricerca del nostro nirvana l’Etna il primo giorno si è dimostrato ostile. Poco vento, direzione sbagliata, poca neve e anche ghiacciata, ma tanto divertimento tutti insieme appassionatamente fra una raffica e l’altra raccontando un sacco di storie e avventure.

Nevicata

Le previsioni davano brutto tempo con precipitazioni abbondanti..in 24 ore interminabilmente ha scaricato più di 1 metro di neve  Il vulcano da pezzato bianco e nero si è completamente vestito di bianco. Non saprei da dove cominciare per raccontare la nevicata..ricordo che il lunedì eravamo al party organizzato in centro a catania da Windsurfpoint dove abbiamo presentato l’evento alla stampa. Un ringraziamento particolare a valerio che ci ha ospitato facendoci sentire a casa nostra! Verso le 20:30 la pioggia incessante mi ha fatto venire in mente che forse sarebbe stato meglio telefonare al rifugio per sapere in che condizioni erano le strade..” Ciao Carlo, stà nevicando ? si caro Stefano, ti consiglio di salire perché inizia ad essere un po’ tanta la neve caduta” Perfetto in pochi minuti abbiamo radunato tutti e via con le nostre Chastacars verso la montagna. Superata Nicolosi, abbiamo montato le catene e siamo arrivati diretti in rifugio. Il giorno dopo al risveglio la tormenta..tutto il giorno neve mista a grandine. Macchine completamente sommerse, strade chiuse e tanta voglia di splare neve

Sunset

Ore 15:30 uno sguardo alla finestra, la neve inizia a cessare e le nuvole a diradarsi. Il tramonto dell’Etna è qualcosa di meraviglioso e noi in pochi minuti siamo usciti dal rifugio pronti per godercelo fino in fondo. Metri di neve hanno ricoperto ogni angolo, ogni pietra ogni buco. Vento da Ovest e qualche grado in meno del giorno prima ci hanno accompagnato in una session mozzafiato. L’invasione dei Kite e l’assalto alla montagna è iniziato proprio dal tramonto di quel mercoledì pomeriggio..

Big Day

Non saprei se tutti hanno dormito bene o molto, ricordo che alle 7:30 tutti eravamo in sala colazioni vestiti e pronti ad uscire. Ovviamente sapevamo che ci aspettava la giornatona con sole e ventone. Con tutta la neve che ha fatto gli impianti di risalita non avrebbero aperto e noi imperterriti e con tanta voglia di fare Kite, abbiamo iniziato a risalire il pendio da ogni angolo del versante Sud. Grazie al supporto della Polizia e della Stazione di sci Etna sud tutti hanno potuto raggiungere quota 2500.

Se però penso al tracciato memorizzato sul GPS di Dominik, mi vengono i brividi. 114 km percorsi e 10000 mt di dislivello..solo le immagini e i video realizzati da Pascal possono rendere l’idea di quanto è meraviglioso questo posto. Il nostro Kite è proprio uno skilift personale, si sale, si chiude la vela e si scende in freeride..unicamente fantastico!

UP..un motivo in più per volare

E’ proprio vero, nulla sarà più come prima e chissà magari il prossimo anno queste nuove emozioni avranno nuovi colori e nuove forme, perfette come ognuno di noi le immagina…

martedi

Ho imparato molto anche da questo viaggio, da questa nuova esperienza e da questo momento. Ogni viaggio è sempre differente, porti con te dei ricordi che poi si trasformano in nuove immagini, nuovi colori e nuove emozioni. L’esperienza, la maturità e la mente però ti fanno vivere le cose diversamente l’una dall’altra e ti fanno apprezzare i particolari che non hai mai visto o vissuto..ti fanno apprezzare le tue origini ed il tuo modo di essere e come scrisse il nostro amico Angelo D’Arrigo

“ La mia Vita in fondo è questo; un grande volo per tornare alle Origini, a uno sguardo di gabbiano sulle falesie della Normandia”

Il Mongibeddu rappresenta proprio ciò che sono e ciò che desidero in questo momento, il sogno di volare nella vita e crederci fino in fondo, perché il viaggio più bello è il Vulcano delle mie emozioni ;-)

Stefano Gigli

Partner Evento ETNA

ETNASNOW

RIFUGIOSAPIENZA

FUNIVIA ETNA SUD

CT AUTO CITROEN A CATANIA

CONSORZIO TURISTICO SERRA LA NAVE

ETNA TOURIST

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