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Stagione 2009/10: un flop?

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E finisce così la stagione 2009/10. In una calda, limpida e serena giornata di pasquetta.

Sono passati poco più di due mesi da quando gli snowboard sono usciti fuori dalle sacche, grazie ad un euforia generale: è nevicato! Abbiamo trascorso un autunno ed un inizio inverno in maniche corte, un capodanno caldo, sole e temperature primaverili se non si considera la prematura spolverata di ottobre. Alla visione di quei sottili sprazzi di neve, è veramente strano il modo in cui la mente ed il corpo reagiscano come se non fossero soggetti alla volontà umana, assecondando quello che in molti chiamano passione. Così come in chimica chimica unendo i reagenti neve, freddo, passione, esplode una reazione emotiva dagli effetti devastanti. Ma il meteo è tiranno. Dicembre regala tanto caldo e nonostante ciò, increduli voltavamo lo sguardo verso nord, alla ricerca di freddo, di umido, di bagnato, di bianco... ma quello che trovavamo era solo il vulcano ancora dipinto di nero.

Non si può rimanere con le mani in mano. Se l’inverno tarda ad arrivare, ci pensa EtnaSnow ad animare gli animi con le varie iniziative. Si comincia la stagione con il lancio della nuova versione del portale: EtnaSnow 3.0.
La community sbarca a Modena Skipass, il più importante salone nazionale degli sport invernali. Quattro giorni di diretta streaming della fiera dallo stand EtnaSnow. 21 Dicembre, il caldo costringe a svolgere il World Snowboard Day su pochissima neve, ma ormai siamo in ballo e balliamo; frustrati dalla poca neve, gli animi si risollevano quando verso pranzo Monte Conca viene investito da una nevicata che sorprende tutti. D’un tratto si respira un’aria diversa. C’è speranza e lasciamo lo spot pensando che la natura faccia il suo corso, ma l' indomani ci si rende conto che purtroppo a quanto pare non è ancora tempo di fare Snowboard (volutamente in S).

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Tutto cambia: il blu si tinge di grigio. Un flusso di aria gelida direttamente dalla Siberia giunge in Italia. Si tirano fuori dagli armadi i cappotti, le sciarpe ed i cappelli. Neve su Milano città, mentre sui tg nazionali scorrono le immagini pensiamo alla fortuna dei rider milanesi e un pensiero pervade la mente: “come sarebbe Catania sotto 50 cm di neve? e quante cose potrei fare ed inventarmi..”. Immaginare di girare in città con la tavola sotto i piedi.. un sogno ed una session da fare a cui tutti noi abbiamo pensato almeno una volta. Ma è solo una fantasia. Ritorniamo a guardare fuori dalla finestra, sempre verso il vulcano. Ormai ci siamo, è solo questione di tempo, la neve arriverà anche qui.
E così è stato.

Il carico russo di aria fredda ha toccato le coste siciliane ed i suoi rilievi. Neve sull’Etna, neve a Piano Battaglia: Benvenuto inverno 2009/10. 30 gennaio 2010. Limitato il WSD a causa della scarsissima neve, si era ad un passo nell’annullare il Chasta Days ma, fortuna o casualità, lo snowkite tour prende il via puntualmente. Punta di diamante della stagione, è l’evento più importante per richiamo mediatico. Un’organizzazione imponente ha visto la collaborazione di tantissime realtà: Ozone Italia ed EtnaSnow hanno portato l’Etna in giro per il mondo ed il mondo in giro per l’Etna.

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Chiusa l’ultima edizione dello snowkite tour, si torna alla routine settimanale o almeno sembra. Vicende assurde cominciano a materializzarsi tra stazioni chiuse per motivi meteorologici discutibili e iniziative “snowboardistiche” che si sono rivelate più utili a sconvolgere questo sport piuttosto che a promuoverlo.
In un clima teso e frustrante è tempo di andare avanti mentre l’anarchia regna sovrana in tutta l’Etna. E’ tempo di organizzare un altro evento, un evento capace di trasmettere cos’è veramente lo snowboard dal punto di vista sportivo, dal punto di vista sociale ed economico. Si è appena svoltato il calendario sulla scrivania: siamo a Febbraio. Da programma è ora di pensare a quello che sarebbe stato l’evento degli eventi: Sicily Battle Games. L’opportunità di tagliare a zero tutte le chiacchiere riportando l’attenzione sullo snowboard e sui suoi riders.

Piano Provenzana diventa, il fulcro dello snowboard meridionale. Se la collaborazione tra EtnaSnow e lo Snowfight Club porta a questi risultati, allora è il caso di stringere il rapporto! Una giornata indimenticabile, un’affluenza di massa in termini di partecipanti e spettatori, un park senza precedenti realizzato per l’occasione, una festa come poche mai realizzate. I volti entusiasti dei presenti sono stati la più grande delle ricompense. Ecco che allora ci piace chiudere la stagione ricordando quei volti, quei momenti. Pensare che l’inverno 2009/10 non è stato questo grande fiasco, ma che nonostante tutto ne è valsa la pena continuare ad andare avanti, continuare a dare un motivo alla gente per saltare, per allenarsi, per fare snowboard.

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Lasciamo la neve con la voglia di fare tanto. Dopo tutto siamo stati privati di 2 mesi d’inverno che solo il meteo potrà restituirci nella prossima stagione. La prossima stagione, si. Perchè oramai resta da pensare solo a quella: pensare e sperare. Pensare a cosa si farà, come si farà, quando si farà e sperare che si possa fare; sperare che ci siano i modi e la neve per farlo.

Purtroppo però sappiamo già che non basta sperare.. ma purtroppo siamo arrivati anche a pregare!

Pregare che finalmente vengano fatti gli impianti sbloccando questa situazione inerme e corrosiva per tutti, pregare che venga fatto un park e che questo sia gestito come un park debba essere gestito e non solo per vantarsi di aver fatto qualcosa. Pregare, perchè ormai è rimasto solo questo da fare.

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Che questa sia stata una stagione anomala lo si era capito già dall’inizio, prima ancora che l’autunno si facesse vivo. Come ormai è consuetudine della comunità invernale siciliana, non è inverno che arrivi senza precederlo con un massiccio “vociferare” su ciò che sarà l’imminente stagione snowboardistica. Ecco allora le mille voci sulle stazioni sciistiche:
“Ci sarà il quinto skilift?”
“Aprirà il quinto?”
“Hanno sbagliato a farlo?”
“E Nicolosi aprirà?”
Tanto da dire, tanto da chiacchierare. Aumenta la voglia di surfare la neve, ma proporzionalmente aumenta lo sdegno e la frustrazione di non poter avere dall’Etna, ciò che il vulcano potrebbe realmente offrire. A queste domande, le cui risposte si perdono in una gestione turistica incapace di dare lo slancio al turismo invernale, si aggiunge il tormentone dei tormentoni. La domanda da un milione di dollari (o euro?) e che immancabilmente ogni rider si fa a fine estate: Salterò quest’inverno? Avrò la possibilità di slidera? Il park sarà fatto quest’anno? Se si, dove? Anche qui tutto cade nell’incapacità di dare una risposta. Ma ancor peggio è dover rispondere a chi da fuori, chiede: “Salve, ho letto su Snowmap che c’è lo snowpark sull’Etna. E’ aperto?”. Cosa rispondere allora? Cosa dire per “coprire” una così imperdonabile inesattezza cercando di non farsi etichettare come inaffidabili, come se la reputazione dei siciliani non sia già segnata da disgustosi stereotipi. Una catasta di informazioni inesatte pubblicate su milioni di copie a tiratura nazionale. Ma fa ancora male quando chi in questa faccenda non c’ha messo nemmeno il nome e viene ritenuto responsabile.
Allora il gioco cambia, tutto viene rispedito al mittente cosicché ognuno si prenda le proprie responsabilità e sperando che dall’alto della propria maturità, per i prossimi inverni non ci si proponga solo per un nome stampato, ma ci si proponga con dei fatti a cui solo dopo segue il nome. Per tanto, EtnaSnow non starà più al gioco di chi specula sullo snowboard siciliano, devastandolo e lacerandolo ancor prima che questo sport possa diventare qualcosa in ambito nazionale.
Ancora una volta ci si deve scontrare con l’incapacità di vedere oltre ai propri interessi. Una stazione quasi sempre chiusa come quella di Nicolosi, una stazione limitata come quella di Piano Provenzana, eventi con centinaia di persone.. allora è facile pensare: “cosa sarebbe successo se ci fosse stato uno snowpark?”.
Riflettiamo: un inverno che si è fatto attendere ha aumentato a dismisura la voglia di sci e snow degli appassionati. Una stazione come quella di Nicolosi, dalle pochissime aperture invernali, ha portato tutti gli sportivi ad affollare la stazione di Piano Provenzana. Di questi, molti non vanno a Etna Nord vista la facilità della pista. La poca neve inoltre ha contribuito negativamente sull’economia locale: meno vendite dei negozi, meno vendita di skipass, meno persone che salgono in montagna e quindi meno entrate per l’indotto. Possiamo ormai evitare di prenderci in giro, sappiamo che il rapporto tra sciatori e snowboarders è pari, se non a favore di quest’ultimi. Basta vedere la percentuale di riders in settimana.
Considerando tutti questi elementi, un park sarebbe stata l’unica soluzione per risollevare l’economia. Lo snowpark avrebbe convogliato tutti al suo interno, avrebbe dato un motivo per andare a fare snowboard e quindi fare skipass, avrebbe contribuito indirettamente ad una maggiore vendita di tecnico e abbigliamento, avrebbe dato la possibilità di effettuare con maggiore facilità gli eventi. In quota (Montagnola) c’è ancora tanta neve, basta vedere i circa 15 metri di neve scavata per aprire la strada ai jeepponi per le escursioni.. di facile intuito pensare che quantità simili o di poco inferiori, siano presenti sul versante settentrionale. La verità è che il 2009 ha segnato un passo indietro per lo snowboard di oltre 4 anni, ovvero a prima della realizzazione del Vulkan Snowpark.
La realizzazione del nuovo skilift a Etna Nord con la conseguente realizzazione di un park a quelle quote, significherebbe un prolungamento della stagione sciistica e l’utilizzo del park fino a primavera inoltrata. Inutile dire che questo porta un ulteriore entrata per la stazione considerando quella delle escursioni, un’entrata economica per i negozianti, la possibilità di poter parlare ancora di snow nei canali mediatici nazionali. In una parola significherebbe: TURISMO.
Invece no! Tocca fare i conti con lotte intestine, strutture incendiate e strutture incomplete, iniziative che non promuovono nulla se non fumo. Non esiste più nemmeno la gloriosa scuola sci e snowboard di Piano Provenzana. Volgiamo un appello ai dirigenti: RIAPRITE. L’assenza totale di figure professionali, ha arrecato solo un ingente danno in termine snowboardistico (vedi la nascita di iniziative che hanno legittimato la professione di maestro di snowboard spacciando “maestri” anche chi secondo noi, non ha la preparazione tecnica e formativa per essere considerato tale) e persi tantissimi soldi viste le moltissime richieste per lezioni di snowboard andate in fumo.
Non c’è controllo, non c’è turismo, non c’è passione, come se si fosse tutti in una barca che affonda dove vige il si salvi chi può.
A cura della redazione
 

 

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