Centosettantasei scosse in poco più di 24 ore. Ecco come si presenta il nuovo sciame sismico che sta interessando il nostro amato vulcano dalla prima scossa registrata nella notte tra venerdì e sabato. Le scosse avvertite dalla popolazione non hanno provocato nessun danno per fortuna. L'unico danno riscontrato è stato lo spaccamento della strada mareneve che sale in quota fino agli impianti. La mareneve è stata danneggiata con crepe che interessano il tratto stradale sul versante nord, quello che da Linguaglossa sale fino a Piano Provenzana. Qui di seguito riportiamo quando descritto sul quotidiano locale.
Paura e preoccupazione per la forte scossa sismica che, poco dopo le 22 della notte tra venerdì e sabato, ha fatto tremare la terra sul versante Nord dell’Etna. L’epicentro è stato regi- strato nella zona del villaggio Mareneve. Alla prima forte scossa ne sono seguite altre due di minore intensità. Gli avventori che si trovavano nel rifugio Ragabo sono fuggiti in strada, spaventati dalla prima forte scossa: mobili e suppellettili sono infatti caduti per terra scatenando il panico.Per fortuna l’immobile ha retto benissimo, subendo solo delle leggere lesioni all’intonaco. Non altrettanto la strada provinciale Mareneve nella zona tra Piano Pernicana e il villaggio Mareneve: in questo tratto di circa un chilometro si sono aperte fessurazioni nel manto stradale e si sono verificati cedimenti del terreno. Anche i muri che costeggiano la strada hanno subìto smottamenti.
La strada è stata messa in sicurezza evitandone la chiusura, così come si era temuto nelle prime ore di ieri mattina. La Provincia regionale di Catania, infatti, ieri mattina ha provveduto a riempire le fessurazioni e a transennare le parti interessate dalle lesioni. Sono stati inoltre posti i segnali di pericolo. E’ ovvio, comunque, che in questo tratto si debba procedere molto lentamente e con la massima prudenza.L’allarme è scattato subito dopo la prima scossa sismica: il terremoto, infatti, è stato avvertito nel centro di Linguaglossa, oltre che nei paesi vicini e nelle adiacenti frazioni. Per fortuna non si segnalano danni alle persone, ma soltanto grande paura.
Si sono immediatamente attivati il sindaco di Linguaglossa, Rosa Maria Vecchio, unitamente ai rappresentante del locale ufficio tecnico – il geologo Di Francesco e il geometra Sgroi – e al rappresentante della polizia, Raiti. E’ stato realizzato un intervento coordinato con la Provincia, che si attivata con il dott. Saitta, e gli ingegneri Spampinato e Galizia della Protezione civile. «Ci siamo subito recati sul luogo del sisma – ha dichiarato il primo cittadino Vecchio – al fine di verificare anzitutto se vi erano problemi per l’incolumità fisica di qualcuno. Una volta accertato che ciò non si era verificato, abbiamo iniziato a valutare i danni esistenti e a stabilire le cose da fare immediatamente. Abbiamo attivato il "Poc", coordinato dal responsabile Franco Barone e si sono attivati anche i vari gruppi di volontari presenti nel territorio. In un primo momento si era pensato che fosse necessario chiudere la Mareneve ma poi, grazie anche agli interventi operati dalla Provincia nella mattinata, si è ritenuto sufficiente porla in sicurezza. Pur con la dovuta garanzia per la sicurezza – ha proseguito il primo cittadino – si è voluto impedire un ulteriore pregiudizio per gli operatori turistici del versante».
La zona interessata dagli effetti del sisma, cioè quella che da Piano Pernicana arriva al villaggio Mareneve, non è nuova a simili episodi. In passato, infatti, è stata già teatro di lesioni e smottamenti. Alcuni anni fa è stata pure oggetto di un cospicuo intervento di contenimento, con la realizzazione di un grosso muro, in seguito ad un evento tellurico. Gli operatori turistici sono preoccupati che la strada venga ora lasciata nelle attuali precarie condizioni per parecchio tempo. «La Mareneve è oggetto di un intervento manutentivo da parte della Provincia – ha dichiarato il sindaco Vecchio –: si spera che questo possa concludersi a breve: ovviamente, in questi interventi saranno compresi anche le sistemazioni di questi ultimi smottamenti».
Ancora una volta si ripete l’antica battaglia fra la natura e l’uomo. Il versante di Linguaglossa è stato purtroppo più volte teatro di questa lotta. Nel 2002 la violenza della natura ha distrutto, in poche ore, un’intera stazione turistica, azzerando l’economia locale. L’uomo del vulcano accetta la sfida ed è pronto a ricominciare. Per la Pasquetta, infatti, si attendono, come sempre, numerosi turisti
La Sicilia 04 aprile 2010 - Egidio Incorpora
AGGIORNAMENTO
L’Etna nord ha reagito alla grande allo sciame sismico di venerdì notte. Per le migliaia di turisti che ieri si sono portati sul versante nord non sembrava vero che appena due giorni prima una forte scossa tellurica avesse potuto creare tanto panico e ingente danno alla strada provinciale Mareneve, in diversi punti ampiamente lesionata. Un merito particolare va al coordinamento del lavoro fra Comune e Provincia e, in special modo, a quest’ultima che non ha certo lesinato forze per permettere che ieri i turisti si potessero regolarmente portare a Piano Provenzana. Al fine di mettere in sicurezza l’arteria si è lavorato durante la notte fra Pasqua e Pasquetta. Con idonei mezzi e uomini si sono infatti chiuse, in via provvisoria, le lesioni presenti sul manto stradale. Anche le strutture ricettive presenti nella zona non hanno perso tempo e ieri erano tutte aperte. Anche il "rifugio Ragabo" sembrava aver dimenticato la "brutta storia" di venerdì sera, nuovamente in bella vista per i suoi tanti fruitori. «Vista la mancanza di pericolo - ha affermato il sindaco di Linguaglossa Rosa Maria Vecchio - abbiamo evitato la chiusura della Mareneve e grazie alla sensibilità e all’impegno della Provincia, coordinata dall’ing. Valerio Saitta, si è messa la strada in sicurezza in tempi davvero rapidi. È stato un enorme sacrificio in quanto si è lavorato pure di notte. Sono state in- fatti attivate le squadre della viabilità che hanno messo in sicurezza la strada otturando le fessurazioni presenti in vari punti. Si è così evitato un danno all’economia della zona permettendo che ieri la stazione turistica di Piano Provenzana potesse essere ugualmente raggiungibile. E il risultato ci ha premiati in quanto in migliaia si sono portati lungo le pendici dell’Etna nord».
Il terremoto di venerdì notte è stato di notevole intensità e ha particolarmente interessato l’ampia fascia che da Piano Pernicana arriva sino al "Villaggio Mareneve" creando ampie lesioni e smottamenti lungo il pezzo di arteria "Mareneve" che congiunge i due punti. In un primo momento si era addirittura temuto di dover chiudere la strada. Ma la forza di volontà degli enti preposti e degli operatori ha evitato il peggio. È chiaro che si tratta di un intervento provvisorio in quanto la Provincia dovrà ora provvedere, al più presto, all’integrale e definitivo ripristino della strada.
La Sicilia 06 aprile 2010 - Egidio Incorpora





