Avere una tavola in perfetto stato e ben sciolinata è il primo passo per surfare in piena libertà e nel pieno controllo del proprio mezzo.
Specialmente sull’Etna, dove ogni tanto la neve è resa più abrasiva del solito a causa delle sfuriate del vulcano, le nostre tavole subiscono un’usura maggiore. La sabbia vulcanica che ogni tanto ricopre le nostre nevi, infatti, esercita una azione abrasiva da non sottovalutare. Per non parlare poi delle pietruzze taglienti che, ogni tanto, specialmente ad inizio e fine stagione, spuntano minacciose dal manto nevoso. Come se non bastasse poi, la presenza del ghiaccio è una costante del vulcano, a causa dei venti che battono le piste per quasi tutta la stagione: ecco perché è importante avere le lamine ben affilate. Insomma le premesse non sono le più rosee, ma il divertimento sull’Etna non manca mai. Specialmente quando si può contare sui cervelli bacati dei riders della crew !
Il fondo della tua tavola dovrebbe essere totalmente “flat”, e non arrotondato. Tuttavia per varie cause il fondo potrebbe non essere piatto già dopo pochi utilizzi.
Se i bordi cono più alti del centro, la tua tavola ha un fondo concavo. Se invece i bordi sono più bassi della zona centrale, hai una tavola con il fondo convesso. Puoi facilmente controllare lo stato del tuo snowboard, semplicemente utilizzando una superficie piatta, piazzandola perpendicolarmente rispetto al verso nose/tail contro la superficie della tavola: se passa della luce tra le due superfici te ne accorgi subito! Basi concave e convesse non sono assolutamente facili da “riprendere”. Anche in questo caso il consiglio è quello di rivolgerti ad un professionista, portando la tua tavola in un laboratorio specializzato che effettua la spianatura e la rettificatura con macchinari particolari.
Torniamo al normale tuning da effettuare in casa:
Attrezzatura Necessaria
Un buon kit per il tuning è equipaggiato di tutto quello che vi serve per rendere la nostra tavola efficiente e pronta per surfare:
Detergente: per pulire la soletta e togliere i residui della sciolina prima di iniziare le riparazioni o la sciolinatura;
Taglierino: per pulire bene i buchi e togliere i riccioli presenti sulla soletta;
Candelette in P-Tex: tipo di polietilene specifico, utilizzato per riempire i buchi che ci lasciano le pietre nella soletta;
Sciolina in panetti: da sciogliere con il ferro da stiro e spalmare sulla soletta;
Ferro da stiro: per sciogliere la sciolina e “stirarla” su tutta la superficie della soletta;
Spatola: in metallo per le riparazioni ed in plastica per eliminare la sciolina in eccesso una volta che si sarà indurita;
Spazzola: per “pulire, rifinire e lucidare” la soletta una volta che la si è spatolata;
Affila lamine: per rifare il filo alle lamine;
Ma andiamo alle operazioni da eseguire
Riparazione soletta
Per prima cosa occorre pulire per benino la soletta, utilizzando il detergente (differente dal solvente, che è troppo aggressivo), altrimenti detto cleaner liquido, ed una spugna abrasiva. Va benissimo quella per i piatti che usa la mamma: dalla parte verde, quella più abrasiva. In questo modo si rimuoverà del tutto la vecchia sciolina ove presente e la sporcizia.
Particolare attenzione va posta nelle due zone centrali vicino le lamine front-side e back-side, al bordo della tavola: sono queste, infatti, le zone che subiscono maggiormente il nostro peso, e quindi tutte le maggiori sollecitazioni. Insistete anche sui graffi che avete intenzione di riparare. Una volta che la soletta sarà ben pulita e abbastanza liscia al tatto, possiamo andare avanti.
Occorre aspettare una decina di minuti prima di applicare la sciolina o il P-Tex, durante i quali, utilizzando il taglierino, eliminiamo tutti gli eventuali riccioli e tutte le parti di soletta semistaccata.
A questo punto armiamoci di una candeletta in P-Tex ed accendiamola con un accendino, in maniera da fare gocciolare il polietilene fuso dentro il buco o il graffio che si vuole riparare, fino a riempirlo completamente.
Mantenere una distanza di circa 1cm tra la candetella e la tavola e, anche se si fa gocciolare qualcosa fuori dal buco non preoccupatevi, verrà rimossa in seguito. Esistono in commercio due tipi di candelette:
quelle nere e quelle bianche. Il consiglio è quello di utilizzare queste ultime per una questione estetica. Un problema abbastanza comune è che assieme al polietilene colano anche i residui neri della combustione, provocando un effetto alquanto antiestetico (soprattutto quando la nostra soletta ha una decorazione bella tosta). Per ovviare a questo problema il consiglio è quello di utilizzare candelette molto sottili e di mantenere la distanza tra candeletta accesa e fondo entro il centimetro.
In caso di solchi abbastanza profondi occorre effettuare il riempimento in più fasi: riempi parzialmente il buco, aspetta che si raffreddi e vai nuovamente con un altro riempimento parziale, fino a quando il buco non sarà completamente pieno. In questa maniera avrai un riempimento omogeneo ed eviterai il formarsi di spazi vuoti.
Una volta riempiti tutti i buchi e i graffi, aspettiamo che il materiale fuso si raffreddi per bene. A questo punto occorre uniformare le zone riparate col resto della soletta, utilizzando una spatola in metallo. Posizionare la spatola in modo da formare un angolo di circa 45° , ponendola rivolta verso il nose della tavola. Asportare quindi il materiale in eccesso facendo scorrere la spatola dal nose al tail. Accertarsi continuamente, passando la mano, se si è già appianato il dislivello tra la zona riparata e il resto. Se si sente ancora lo scalino occorre asportare ancora del materiale.
Potrebbe comunque capitare che si sia rimosso troppo materiale e che quindi si sia formato un avvallamento. In questo caso occorre riarmarsi di candeletta in P-Tex per riempire nuovamente la zona e, successivamente, riappianarla con la spatola.
Sciolinatura
Premesso che la superficie della soletta sia stata ben pulita, come descritto sopra, si può procedere alla sciolinatura. Esistono diversi tipi di sciolina, ma essenzialmente ce ne sono di tre tipi:
Vi sono poi le scioline a freddo: se siete pigri o se volete effettuare una rapida sciolinatura al parcheggio degli impianti o al park. Ma oltre ad avere un effetto non eguagliabile alla sciolina classica, questa sciolinatura dura veramente poche discese.
Raggiunta la temperatura, appoggiare il panetto di sciolina sul ferro e spalmare la sciolina fusa sulla soletta (se possibile evitare di lasciarla gocciolare sulla soletta perché in tal modo la sciolina perde le sue caratteristiche ed il ferro può entrare in contatto diretto con la soletta bruciandola): disegniamo una sorta di zig-zag, da nose a tail, con la sciolina fusa e “stirarla” su tutta la superficie del fondo della nostra tavola, conmovimenti non troppo lenti e fluidi del ferro senza soffermarsi mai sullo stesso punto. Il rischio infatti è quello di danneggiare la nostra Bella.Lamine
Il tuning delle lamine è l’operazione che va eseguita prima di tutte le altre. Si è scelto di inserire questa sezione a piè pagina semplicemente perché è l’intervento che è eseguito meno frequentemente “fai da te”, poiché è un’operazione piuttosto delicata e delle operazioni errate in questo caso possono compromettere la funzionalità della tavola.
Esistono sostanzialmente due modi per affilare le lamine: utilizzando una lima, accompagnata da una guida, o utilizzando un affila lamine. Il consiglio sicuramente è di lavorare con uno strumento affila lamine (un esempio di affila lamine è riportato in figura): l’angolo che vogliamo imprimere alle nostre lamine è regolabile e si corrono sicuramente meno rischi.![]() |
Lato della base con un angolo di 0° e il fianco della lamina con un angolo di 90°. |
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Lato della base con un angolo di 0° e fianco della lamina minore di 90°.
In questo modo l’angolo del fianco risulta essere molto “appuntito” : questo aumenterà la tenuta in curva. Ideale per condizioni di neve ghiacciata.
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Lato della base con un angolo maggiore di 0° e fianco della lamina con un angolo minore di 90°. Lavorando su entrambi i lati della lamina si riesce a conservare un angolo di 90° tra i due lati. Il risultato è una tavola veloce e con un buon grip. Sicuramente è il compromesso migliore che possiamo ottenere. |

Una volta affilate le lamine e data l’angolazione che ci interessa, occorre raccordare la zona appena lavorata con la parte in cui la tavola inizia ad arrivare al nose ed al tail. Questa operazione si esegue con una lima dolce, che attacca in maniera poco aggressiva le superfici. Impugnare la lima lungo la direzione del nostro braccio ed eseguire il “raccordo” nelle zone indicate dalle frecce, solo sul lato della base della lamina, eseguendo dei movimenti verso l’esterno della tavola. Mi raccomando a non esagerare.

E' possibile usufruire del servizio di riparazione EtnaSnow presso EtnaSkilLab.
Per info contattare: 333 - 2041737 Luca








